Se fino a qualche decennio fa, chi faceva “arte di strada” sembrava occuparsi di una indefinita (od indefinibile) attività, incomprensibile o non concepibile agli occhi del pubblico, non ben precisata o non ben “socialmente” qualificata, era facile arrivare a dover subire l’affibbiarsi di quella squallida etichetta di “bohémien squattrinato”. Dunque se, alla luce di ciò, guardare al passato porta a scuotere la testa con amarezza, nei tempi più recenti, non possiamo non riscontrare i sempre più crescenti consensi e i sempre più numerosi discepoli e protagonisti che tale “mestiere” sta inevitabilmente catturando, anche tra paesi un po’ più “tradizionalisti” (passatemi il termine), arrivando a conferire all’ “arte di strada” l’incarnazione di un approccio che ci ricorda quasi quel concetto letterario di “art for the art’s sake”. Ormai, niente di strano imbattersi in un musicista o in un disegnatore che abbellisce i muri o i marciapiedi delle nostre città. Niente di strano sentire delle note musicali in una stazione metropolitana. E quando ciò è fatto a regola d’arte, piace; la gente si ferma, ascolta. Assapora e valuta le performance come talentuosissimi talent scout. E se proprio è in vena, lascia anche un paio di monete: “bello quel pezzo, mi ha emozionato”.

Dunque a proposito di “arte di strada”, anche quest’anno prende vita tra le strade di uno dei borghi più affascinanti d’Italia, nonché patrimonio dell’UNESCO, il Ferrara Buskers Festival giunto ormai alla sua 30esima edizione.

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Una magnifica “sarabanda” di artisti provenienti da ogni parte d’Italia, ci delizierà come ogni anno con un esercito di oltre 20 gruppi musicali partecipanti e con oltre 300 artisti di strada accreditati, tra musicisti, cantanti, giocolieri, illusionisti, circensi, maghi e genti dalle più svariate abilità. Molte saranno anche le iniziative collaterali, comprensive di mostre fotografiche, artigianato, street food ed incontri.

Ogni angolo della città tra il 19 e il 27 agosto, ospiterà una meravigliosa carrellata di artisti provenienti da ogni parte d’Italia, insieme a 4 gruppi musicali provenienti dalla città ospite d’onore di quest’anno: New York.

Una 11 giorni di arte di strada e di artisti dalle grandi capacità di performance; un’arte che ha da regalare molto di più del semplice intrattenimento e che saprà incantare gli spettatori giunti apposta, o finiti lì per caso, fino alla tarda notte.

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Il progetto Busker si colloca nel panorama nazionale, ed in quello europeo, come un Festival capace di connettere persone accomunate dalla stessa passione, arrivando ad abbracciare artisti di ogni genere provenienti da ogni dove.

Un Festival senza un palco e senza presentatori, dove il protagonista crea e sviluppa il proprio show, nel virtuosismo come nell’ improvvisazione. Un Festival con oltre 200 mila metri quadrati di palcoscenico e con oltre 1000 artisti coinvolti. Numeri che rendono ancora oggi tale rassegna come tra le più importanti del mondo e come uno dei Festival folk più celebri dell’intera Europa.

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Non solo, ma il Buskers arriverà a toccare differenti città dalla stessa Ferrara:

19-20 agosto e 22-27 agosto Ferrara

17 agosto Mantova

18 agosto Comacchio

21 agosto Lugo

(Per maggiori informazioni http://www.ferrarabuskers.com)

Il grande progetto del Buskers affonda le sue radici in un contesto urbano nel quale emergeva l’esigenza di conferire all’arte di strada un maggior respiro, cosa che tuttavia finiva per scontrarsi con quella mentalità generale che vedeva l’artista come un “menestrello” esclusivamente abile a far baccano per la strada e a dilaniare la quiete pubblica, e che meritava di esser ripagato a suon di sirene e vigili urbani: non c’è da stupirsi se quel chitarrista, come il giocoliere o l’illusionista di turno, finiva per esser poi costretto a sbaraccare cianfrusaglie e strumenti vari per tornarsene a casa nella mestizia e nell’ avvilimento più totali.

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L’idea di un Festival capace di mettere d’accordo tutti i gusti musicali, come il gusto dell’arte in genere, nacque da un viaggio che Stefano Bottoni, fondatore e attuale direttore artistico della rassegna, face durante gli anni ‘80 a New York, un viaggio che lo rapì completamente e che gli aprì gli occhi su quella magica naturalezza con la quale un artista fosse capace di attirare la gente per la strada e ad incuriosirla alla musica; un viaggio che a quei tempi ispirò Stefano a presentare l’idea del Buskers all’ amministrazione della sua Ferrara.

BUSKER

L’idea di un Festival dai connotati estremante umili e dalla finalità così nobile, nacque dalla mente di Stefano Bottoni, un artigiano, un fabbro per la precisione, ma prima di tutto un musicista e un grande amante della musica. Un’idea che nacque tra gli utensili della sua officina e grazie all’ incontro fortuito con uno dei più grandi ed ispirati artisti bolognesi: Lucio Dalla. Lucio Dalla che, nello stupore generale, fu quello che nella prima edizione del Festival ebbe il piacere di aprire le danze con un clarinetto, a fianco di Jimmy Vallotti.

L’idea di un Festival capace di connettere ogni sfumatura e manifestazione del folk esistente; un festival capace di estirpare dalla testa della gente quell’ aberrante ripugnanza per ogni tipo di attività diversa dall’ ordinario, e da tutte quelle professioni diverse dall’ “impiegato del Ministero”.

Era il 1987 e l’idea del Buskers fu accolta con entusiasmo.

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Fin dalla prima edizione in quel lontano agosto del 1987, genti e sedicenti artisti da ogni parte dell’ Emila-Romagna, poi del resto d’Italia, confluirono tra le strade del suggestivo borgo ferrarese, sparpagliandosi in ogni angolo della cittadina per far musica fino a tarda notte; alla luce dell’ultima insegna rimasta accesa, al bagliore dell’ultimo lampione della via. L’idea che animò il progetto fu quella di rendere la città cosmopolita, aperta e dagli ampi orizzonti, sulla falsariga di un sogno dal nome “America” che aveva così tanto affascinato il pioniere ed ideatore della rassegna.

E lo stesso utilizzo della parola “Buskers” già conferiva a quel progetto un sapore immediatamente più mondano, estroverso, anticonformista; inusuale. Efficace.

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Sorrisi, odori, parole e lingue diverse; colori e suoni; una moltitudine di sguardi e di tradizioni; una vertigine di ritratti e di profili differenti; un arcobaleno di sensazioni e di espressioni.

Si va. Chitarra in spalla, alla scoperta di gente, storie, di stranezze cosmiche che popolano ed affollano il mondo come la mente di ogni viaggiatore. Perchè è cosi che va se si ha un’ispirazione così forte che arriva a turbarci l’esistenza. Perchè è cosi che va quando si ha un talento da mostrare. E’ così che va quando si ha così tanto da raccontare.

E allora si va.

È questa la vera essenza del Festival. Nessuna velleità. Nessuna pretesa. Chi vuole mostrarsi alzi la mano, perchè qui è il benvenuto.

 

 

foto: Viaggi-NanoPress;Blog eDreams; FullTravel.it; girandola-erranteilpiccolo.blogautore.repubblica.it; arte.sky.it; piuturismo.it; Weekend Premium; Occhio del fotografo; La Girandola Cristina Favento; Musica; 

 

 

 

 

 

3 thoughts on ““Ferrara Buskers Festival 2017”: il palco degli “artisti di strada” più grande d’Europa

    1. Devo annunciarti che il festival non è ancora terminato. Collegati al sito riportato sull’articolo e avrai tutte le informazioni necessarie! Intanto continua a seguire la nostra guida, e non distrarti! Ahahah 🙂

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