Nell’ immaginario collettivo è da sempre considerata un simbolo di stile e spensieratezza; quel tettino retrattile e i capelli al vento; le gite fuori porta con gli amici; il mangiadischi, i pic-nic; le passeggiate romantiche con la dolce metà.

Ha fatto sognare milioni e milioni di italiani, dai semplici lavoratori fino agli artisti, incentrando in quel design inconfondibile e senza tempo, ma dall’ inestimabile sapore d’epoca, l’emblema di quell’ Italia che si avviava ad uscire dalle polveri del conflitto mondiale, verso la ripresa, il benessere e quel boom economico che caratterizzò il Bel Paese per tutti gli anni ’60.

Molto più di una semplice utilitaria e persino molto più di un’automobile, da sempre il simbolo indiscusso di creatività e funzionalità; un’icona intramontabile simbolo dell’Italia e degli italiani.

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Era il 18 ottobre 1955, giorno in cui il nuovo prototipo Fiat 500 fu accolto a Stupinigi (TO) tra gli applausi generali.

Giorno in cui fu tracciata la storia dell’Italia in maniera indelebile.

Fin da quel lontano 4 luglio 1957, anno in cui il modello 500 fu ufficialmente presentato e accompagnato da meccanici in tuta bianca nel bordo piscina del circolo Sporting di Torino, alla presenza di Vittorio Valletta, presidente e amministratore delegato Fiat, i vice Giovanni Agnelli e Gaudenzio Bono, la Fiat 500 fu definita la “piccola grande vettura”, e il “sogno dell’italiano medio”, tuttavia con un prezzo pari a 490.000 lire, non di certo accessibile alla massa (13 stipendi di un operaio dell’epoca), ma capace di porsi a fianco degli italiani di tutte le tasche, diffondendosi in due varianti: la Normale e l’Economica.

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Oggi in occasione dei suoi 60 anni, compiuti il 4 luglio 2017, la Fiat 500 entra ufficialmente nella galleria permanente del MoMA di New York, il più famoso museo d’arte moderna al mondo, nelle due inedite varianti cromatiche del “Verde Riviera” e “Arancio Sicilia”, dotata di cerchi vintage da 16 pollici e disponibile in versione berlina e cabrio, con la scritta “Anniversario” sul portellone posteriore; prezzo di listino pari a 13.600 euro: il tutto senza abbandonare l’armonia della vecchia serie F degli anni ’65 – ’75.

Ciò la consacra come uno di tutti quegli oggetti immortali del XX secolo.

“se è vero che la Fiat 500 ha segnato la storia dell’automobile, è altrettanto vero che non è mai stata soltanto un’automobile. Nei suoi 60 anni di storia, la 500 è andata ben oltre la sua manifestazione materiale, per entrare nell’immaginario collettivo, diventando un’icona, che ora ha l’onore di essere certificata dall’acquisizione del MoMA”

(Oliver Franois, head of Fiat brand e chief marketing officer FCA)

Non solo, ma l’anniversario della mitica auto è oggi celebrato con un francobollo dal valore di 0,95 euro prodotto in un milione di unità.

Per questo la storia e le tradizioni la conservano gelosamente ancora oggi come un’icona di stile e un modello capace di mettere d’accordo tutti i gusti: ora la 500 fa sognare hipster modaioli, amanti del vintage e nostalgici degli anni fiorenti della Dolce Vita italiana.

Con tettino apribile o compatta in metallo, ce n’era per tutte le necessità ed esigenze, tutto grazie all’ingegnere Dante Giocosa, genio progettatore di quel modello rivoluzionario, cui a detta di molti “fu capace di creare tanto pur avendo poco”, cosa che gli conferì nel 1959 il premio di design industriale Compasso d’Oro. Un vortice di entusiasmo che finalmente portò gli italiani a motorizzarsi, e fare sacrifici per non perdersi l’ultimo ed imperdibile modello Fiat.

Insomma l’obiettivo di Giocosa, era quello di creare l’ “auto per gli italiani”, che fosse capace di venire incontro ai differenti “portafogli” e alle diverse necessità quotidiane; un’auto ma soprattutto una compagna di viaggi e di scorribande; un gioiello e un fedele compagno per magiche notti outdoor: sulla percentuale di prole concepita tra quei sedili, nonostante l’esiguo spazio, lascio la parola ai vostri nonni.

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La Fiat 500 non fu altro che l’evoluzione stilistica della vecchia Fiat 500 Topolino, come della stessa vecchia Fiat Balilla, ma dal design e dalla tecnologia più moderni: carrozzeria autoportante, sospensione a ruote indipendenti e motore posizionato a livello posteriore, con raffreddamento ad aria. La potenza era pari a 13 CV; consumo medio 4,5 litri di carburante ogni 100 km; peso non inferiore a 400 kg, per una lunghezza di 2,97 metri. Gli optional: sbrinatore del parabrezza e alette parasole. Posacenere dalla capienza di due sigarette. Strumentazione comprensiva di finestrini fissi e tergicristallo privi del movimento di ritorno: una pecca che lasciava piuttosto a desiderare dato il prezzo non molto accessibile.

Poco importa.

L’amatissima Fiat 500 divenne molto presto un modello che rivoluzionò il mercato Fiat, ma soprattutto la vita degli stessi italiani, suggellandosi ancora oggi come un’ icona intramontabile e come un simbolo culturale che ci contraddistingue nel mondo; un amore incondizionato confermato da quella passione che sembra ricalcare quella dei nostri padri.

“L’anno di nascita della 500 è anche l’anno del boom di lascia o raddoppia?, il popolare appuntamento del giovedì sera condotto da Mike Bongiorno. Nel 1957 si compie dunque il miracolo dell’unificazione d’Italia. Del resto il grande fascino della 500 consisteva in questo: si è eroici e seduti. Come certe sere davanti alla TV”

(Aldo Grasso)

Un affetto che divenne presto una mania; un successo inaspettato ma sperato; un sogno a quattro ruote che arrivava a toccare i 90 km/h. Le stime parlano di oltre quattro milioni di esemplari venduti tra il 1957 e il 1975, quando la produzione del cinquino fu arrestata, per poi riprendere nel 2007 con il nuovo design che tutti conosciamo, arrivando a vendere oltre due milioni di modelli fino ad oggi.

La storia del cinquino è fatta di miglioramenti e cambiamenti di vario genere, con il fine di venire incontro alle esigenze e alle tasche di tutti gli italiani: ricordiamo la Fiat 500 Sport con 21 CV e i 105 Km/h, una due posti scattante che si caratterizzava per una tipica linea rossa sotto la linea di cintura, disponibile nella versione “trasformabile” dal tettuccio apribile o nella compatta in metallo; nel maggio del 1960 venne messa in commercio la 500 “Giardiniera” una versione più “allungata” (station wagon?) del classico cinquino “adatta al lavoro e al turismo”, come la definì la stampa del tempo; mentre nel 1965 esce la mitica Fiat 500 F, la versione protagonista del boom di vendite, caratterizzata da portiere apribili dal lato anteriore (al contrario?), più sicure in caso di urto ma che:

“non consentiranno di ammirare le gambe delle signore mentre smontano dalla vettura”

500

Successivamente esce la 500 L (Lusso) identica alla versione F nella meccanica, ma differente nei profili cromatici, nei rostri tubolari ai paraurti come nel cruscotto rettangolare e nella moquette agli interni. Infine, nel 1972 arriva l’ultimo modello 500, la versione R (Rinnovata) dotata di un motore di 594 cc e 18 CV, l’ultimo modello che il marchio Fiat tentò di rilanciare, ma che ormai era destinato al tramonto; l’ultimo modello che finì dunque per cedere il passo alla nuova Fiat 126, da quelle linee spigolose più in linea con le tendenze anni ’70.

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La produzione 500 subì una battuta d’arresto, riprendendo la sua produzione del modello solo nel 2007. Ciò non significò un tramonto della leggenda, o una perdita di quell’inconfondibile ed indiscusso charme agli occhi del mondo: la Fiat 500 riconquistò il suo meritato successo con i riconoscimenti Car of the Year e Compasso d’Oro.

Inevitabile non essere nostalgici di quella mitica Fiat 500 dalla “doppietta” nella marcia: un giochino fatto di mano destra-piede destro-piede sinistro che, essendo un’auto sprovvista di un cambio “sincronizzato”, obbligava a passare dal folle, premendo due volte la frizione per salire o scendere di marcia, tuttavia prestando attenzione che i giri del motore si mantenessero nella norma. Una manovra non di certo preferita dai guidatori più dilettanti, ma che tuttavia non ostacolava il diffondersi di quella cinquino-mania dall’incredibile forza d’urto all’interno della società:

“il bello della 500 era dunque che pur essendo un trabiccolo dalle prestazioni minime, guidarla era difficile, e tutto quel trafficare attorno a leva e del cambio e pedaliera dava alla guida un nonsochè di sportivo,  comunque un’aura di destrezza”

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Testimonianza di quella cinquino-mania che investì la società con una forza dirompente anche negli anni successivi alla battuta d’arresto, furono il diffondersi di “raduni” per tutti gli utenti ed amanti: il primo fu istituito a Garlenda, in provincia di Savona, nel 1984. Tra i partecipanti il mitico inventore Dante Giocosa.

Nel marzo 1990, nasce di fatto il primo fan club: il “Fiat 500 Club Italia“, una community di appassionati che raduna tutti gli amanti del cinquino da ogni parte d’Italia (e del mondo); una community che condivide passioni e idee, sfilate e gite fuori porta all’insegna della goliardia e del fascino vintage.

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Certamente la cinquino-mania non si arresta a raduni e passeggiate rilassanti: memorabile la fantasmagorica impresa di Danilo Elia e Fabrizio Bonserio i quali nel 2005 a bordo della loro Fiat 500 raggiunsero Pechino partendo da Bari. Sedicimila chilometri percorsi. Applausi.

Insomma, da quel 4 luglio 1957 quella “piccola grande automobile” non ha mai smesso di essere amata e apprezzata in Italia come nel resto del mondo, arrivando ad ispirare genti e menti a quel vecchio sogno italiano che ancora oggi, a distanza di 60 anni, non smette di essere una leggenda. Un’automobile che parla della nostra storia, delle mode, delle nostre tradizioni e di quella spensieratezza tutta made in Italy.

Sarà pur piccola, ma c’è spazio per tutti.

 

 

foto: nikonclub.it; la repubblica; blogosocial.com; autostoria.blogspot.com; cinquecentisti.com; ilpresentecomprendetuttoilpassato.blogspot.it; hansgr.890.com; corriere della sera

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