“Se vuoi cambiare il sistema, non serve a niente ammazzare la gente. Se vuoi la pace non l’otterrai mai con la violenza. Chi prenderà il potere? I peggiori distruttori. Sono sempre loro ad arrivare per primi”

(John Lennon)

La morte di John Lennon riecheggia ancora come un episodio storico. Considerevole e struggente, per molti; un momento di silenzio e di costernazione, per tutti. E se è vero che la morte interrompe la vita di un uomo, ciò non è in grado di uccidere i suoi gesti, le sue parole, i suoi ideali, che continueranno a vivere nel cuore della gente.

John Lennon: un leader, un’icona del rock, un frontman del movimento pacifista, come della Baby Boom Genaration; un rivoluzionario, un visionario. Un sognatore.

…A brotherhood of man;

Imagine all the people sharing all the world

La leggenda di John Lennon non è di certo morta quella notte dell’ 8 Dicembre presso Upper West Side di Manhattan, quando un pazzo, peraltro fan di John, tale Mark David Chapman, sparò cinque colpi di pistola, centrandogliene due nel petto. John cadde a terra. Secondo molti morì sul colpo: invana fu la corsa verso il Roosevelt Hospital.

Un momento buio che segnò la fine di quell’epoca in cui i Beatles erano ormai acqua passata, e John incideva i suoi primi pezzi con la Plastic Ono Band, insieme alla sua consorte Yoko Ono. John era il più carismatico leader di quella vecchia generazione Beat, che lottava contro la guerra del Vietnam, contro il commercio di armi, contro l’Apartheid in Sudafrica, contro il business dei produttori discografici, nell’utopica mira dare al mondo una sola ed unanime voce. Come quella che in un coro dai mille colori intona il suo pezzo “Give Peace A Chance“.

“Credevo che uccidere Lennon mi avrebbe fatto diventare qualcuno, invece sono diventato solo un assassino e gli assassini non sono nessuno”

(Mark David Chapman)

john

Era il primo aprile del 1973, che John annunciava la nascita di Nutopia: un paese concettuale, senza confini, senza muri, senza passaporti, in una sorta di “isola che non c’è”. La bandiera di Nutopia è un fazzoletto bianco e l’inno internazionale è inciso nell’album Mind Games, una traccia muta con cinque secondi di silenzio.

John era un pazzo. Un folle. Un sognatore senza radici e limiti. E  in fondo fu questo quello che credettero le Nazioni Unite quando egli azzardò a presentare loro il suo progetto di far riconoscere simbolicamente l’esistenza dello Stato Nutopia.

John Lennon ebbe il grande merito di coinvolgere migliaia di persone in movimenti pacifisti internazionali quali CND (Campaign for Nuclear Disarmament), con concerti, manifestazioni ed iniziative pubbliche; nel Natale 1969 riempie le città americane e le principali capitali del mondo con manifesti giganti dalla scritta “WAR IS OVER“. Ma il momento più memorabile è stato sicuramente quello del 20 Marzo 1969, quando, in occasione del suo viaggio di nozze con Yoko, John promuove la pace nel mondo mettendo in scena il provocatorio, e senz’altro ironico, Bed-in: una settimana nella camera da letto dell’hotel Hilton di Amsterdam dove rilasciò interviste a giornali di tutto il mondo sul tema della pace. E’ proprio nell’ambito di quella campagna pacifista, che John e Yoko, inviano ad ogni Capo di Stato una simbolica ghianda, suggerendo di sotterrarla per poi guardarne la crescita della sua quercia, così da “radicare” l’idea della pace in testa.

Un uomo brillante ed eccentrico. E dotato di una irriverente e simpatica ironia.

Non è di certo un caso che dopo quel terribile 13 Novembre 2015, centinaia di persone si riunirono davanti al Bataclan di Parigi, intonando le note di “Imagine“: una canzone che è divenuta uno slogan, un manifesto di pace e amore. Una manifesto forse utopico, irrealizzabile, un sogno ad occhi aperti. Imagine è un inno di speranza; una reazione non violenta a chi la violenza la pratica tutti i giorni. Che siano bombe, o fucili, o parole di scherno; dal bullismo, alla violenza sessuale, alle discriminazioni.

“La donna è la schiava degli schiavi. La costringiamo a truccarsi la faccia e ballare. La insultiamo ogni giorno in televisione. E poi ci chiediamo perchè non ha più coraggio o sicurezza”

(John Lennon)

John Lennon sognava un mondo senza confini; un progetto di umanità senza limiti o frontiere, in un pensiero laico, ma comune a tutte le religioni e filosofie. Senza colori o schieramenti. Quel “Nowhere Man” credeva in Dio, come in Buddha: John credeva in tutto ciò che è buono, e in tutto ciò che rappresenta nient’altro che una semplice ed innocente declinazione di amore e solidarietà.

“Dobbiamo tener viva la speranza tenendola viva tra i giovani: ho grandi speranze per il futuro”

(John Lennon)

occhiali-john-lennon
(gli occhiali di John Lennon, dopo aver subito l’assassinio a New York. La foto è stata divulgata da Yoko Ono)

 

Foto: Plindo; Daily Express; Ondarock

 

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