Si può far indossare ad Antonio Vivaldi un chiodo in pelle, e piazzare una bella batteria su “L’estate” delle sue “Quattro stagioni”?

Ma certo che si può. David Garrett, può. Ad esempio.

C’è chi forse potrebbe rigirarsi nella tomba, ma c’è anche chi riempie teatri facendo completi sold out; c’è chi storce il naso schifato e c’è chi vende 3 milioni di dischi in un genere che di certo non passa su tutte le radio nazionali o risulta essere tra i più condivisi sui social.

Di fatto, l’obiettivo è ormai raggiunto: la musica classica sta sempre più mettendo d’accordo i veterani della vecchia guardia, con i gusti delle giovani leve. Come negarlo, siamo abituati ad immaginare la Classica in frac e pianoforte; in orchestre cerimoniose ed eleganti, dipinte in teatri spaziosi e di bella bourgeoisie. Arie e sinfonie: un “piacere impiacentito” (cit) da pochi intenditori, insomma.

Breve nota biografica: David Garrett, nome d’arte di David Christian Bongartz, nasce ad Aquisgrana nel 1980; origini statunitensi. Suona un violino Stradivari e un Guadagnini.

David già all’età di 11 anni collabora con la Filarmonica di Amburgo; mentre a 15 anni stipula un accordo con la Deutsche Grammophon per l’incisione di diverse opere da solista. Nel 2004 si diploma alla scuola d’arte di Juillard di New York, allievo di Itzhak Perlman. E nel 2008 entra nel Guinness dei Primati per avere eseguito “Il Volo del Calabrone” di Nikolaj Rimskij-Korsakov in un minuto e sei secondi.

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E se non prende i pieni voti della critica, sarà per il suo impatto molto poco classico: un (troppo) affascinante “metallaro” nei suoi lunghi capelli biondi gotici, pantaloni in pelle e un sovra-eccesso di anelli con teschi; non solo, ma molti critici hanno lamentato più volte la sua sfacciataggine nello stravolgere pezzi “sacri” alla tradizione classica, in chiavi dalle tonalità stravolte e riarrangiate: il suo repertorio è fatto di musica rock adattata all’orchestra, in particolare, al violino, che tende, nelle sue cover, a sostituire in modo estremamente energico e persuasivo, le chitarre di Brian MayAngus YoungSlash, Jimmy Page e Kurt Cobain o le voci di Michael Jackson e Axl Rose; come a portare alle tonalità rock, brani appartenenti al repertorio di musica classica.

Non solo, ma David si dimostrò più volte capace di sostenere un’intera orchestra: indimenticabile il gesto simpatico del Direttore dell’Open Filarmonica (Concerto per Milano), quando, all’inizio di un’esibizione, il Maestro decide di abbandonare il palco salutando cordialmente David con un “Ciao”, e lasciando in mano a lui l’esecuzione e la direzione de “Il Carnevale di Venezia“; cosa che regalò a Garrett un’ovazione del pubblico di tre minuti. Straordinario.

David Garrett viene accolto nei suoi concerti come una rockstar, cosa che suscita il più assoluto disappunto tra i classici più integralisti, senza dubbio: un pubblico (prettamente femminile) che scatta foto e che urla omaggi all’artista durante un solenne tributo a Ludwig Van Beethoven è forse un po’ poco elegante e un po’ troppo vicino ad un “concerto di Vasco”. No?

Fatevi pure avanti, amanti della Classica, ma David sa quello che fa.

Grazie alla mescolanza di elementi classici, pop, rock e rhythm-and-blues, David raggiunge il cuore delle nuove generazioni, rivisitando in una chiave nuova il repertorio classico, ma senza stravolgerne i significati e l’impatto emozionale suscitato dagli autori originali. 

Ma questo non significa che David Garrett, non sappia suonare in modo “ordinario”: ne ha dato prova in una splendida versione de “L’Ave Maria”  di Schubert, nell’ “Adagio” di Bach, nella “Requiem Lacrimosa” di Mozart e in tante altre interpretazioni.

Questo non fa che confermare il suo grande talento e la sua grande capacità di saper avvicinare un pubblico estremamente eterogeneo, ad un genere musicale così complesso e non certo facile all’ascolto.

Avremo il piacere di ascoltare David Garrett live in Italia, il prossimo 26 marzo 2017 al Gran Teatro Geox di Padova: tutte le info e biglietti sul sito TicketOne.

foto: mywayticket.it ; comingsoon.it

2 thoughts on “David Garrett: il violinista crossover tra Brian May e Čajkovskij

    1. Grazie a te 🙂 ti consiglio vivamente di ascoltarlo Live! Se vuoi rimanere sempre aggiornato sulla musica, sull’arte e sul cinema, continua a seguirmi sul mio blog! Ciao
      Stefania

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