Quando pensiamo alla Svezia, immaginiamo praterie, pianure sconfinate e illibate, vegetazione spontanea e natura rigogliosa, foreste verdeggianti; cucina sana, benessere e rispetto per l’ambiente.

Non tanto lontano dalla realtà.

I nostri amici svedesi tengono molto al loro ambiente, e lo dimostrano con uno spirito da cui dovremmo davvero farci ispirare.

Recentemente, la Svezia è stata celebrata come la patria della rivoluzione ecologica mondiale, a partire dalla cura per la salvaguardia ambientale, fino al tema (per noi) bollente, dello smaltimento dei rifiuti.

La Svezia, infatti, è considerato come il primo paese europeo vicino all’obiettivo Zero Waste: ad oggi meno dell’1% dei rifiuti finisce in discarica, consentendo al Paese di detenere orgogliosamente il record mondiale.

Non è di certo uno scherzo, se si dice che la Svezia è diventata talmente efficiente nell’ambito, che si è ritrovata ad importare rifiuti dal Regno Unito, dalla Norvegia, dall’ Irlanda e anche dall’IItalia per alimentare i propri impianti “waste-to-energy” con il fine di ricavare energia dalla spazzatura. Ebbene si, proprio dalla spazzatura.

Anna-Carim Gripwell, direttrice della comunicazione di Swedish Waste Management, ha spiegato come uno svedese medio produce circa 46 kg di rifiuti all’anno, una cifra nettamente al di sotto della media europea, che consente di ridurre in modo importante, la quantità di rifiuti da destinare alle discariche del Paese, grazie alla diffusa “cultura del riciclo” e del riutilizzo intelligente.

Non solo, ma la piccola percentuale di rifiuti che è destinata poi alle discariche, viene “reinvestita” in energia.

Il processo in questione, consente di poter facilmente produrre energia, grazie all’ utilizzo di appositi termovalorizzatori, che forniscono riscaldamento ed elettricità a circa 950 mila abitazioni in tutta la Svezia: questa tecnologia, permette l’attivazione di speciali turbine, che arrivano a produrre fino a 18 megawatt di elettricità; il calore sprigionato viene poi utilizzato come riscaldamento.

Quando i rifiuti si trovano in discarica, si creano perdite di gas metano e di altri gas effetto serra, e ciò non è un bene per l’ambiente”   ( Anna-Carim Gripwell)

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Al centro del programma di gestione dei rifiuti della Svezia, troviamo il desiderio di voler contrastare ed evitare danni all’ambiente come al terreno, tramite una riduzione di quelle emissioni e  infiltrazioni, che poi non fanno altro che finire nel sottosuolo: questo significa imparare a non “buttare”, riutilizzando ciò che sarebbe destinato alla spazzatura.

Infatti viene destinata alla discarica, solo quella piccola percentuale di rifiuti non altrimenti riciclabile.

Proprio con la finalità di sviluppare una mentalità più “ecologica” e sensibilizzare al rispetto della natura e dell’ambiente (come anche di ciò che si decide di buttare o no), la legge svedese, addossa gran parte del processo di raccolta, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, direttamente in testa ai cittadini.

Non c’è nessuna sanzione per chi sbaglia, ma le famiglie sono ugualmente motivate  a rispettare le regole: possono vedere con i loro occhi i risultati.” ( Anna-Carim Gripwell)

Non solo, ma il grande merito della “innovazione” svedese, sta nel fatto che il Paese sta sempre più allontanandosi dalla diretta dipendenza dall’energia fossile, proprio grazie ai termovalorizzatori, dato che, come parlano le ricerche, 3 tonnellate di rifiuti contengono tanta energia quanto 1 tonnellata di olio combustibile!

Non si può escludere che anche i termovalorizzatori possono essere dei potenziali nemici per il nostro ambiente, proprio per le emissioni che producono. Tuttavia agli svedesi non possiamo proprio rimproverare nulla, dato che questi utilizzano dei sistemi a bassissima emissione, come confermato dalla Swedish Environmental Protection Agency: le emissioni dei termovalorizzatori passano attraverso dei filtri depurativi, e ciò le rende ben sotto la soglia di inquinamento consentita.

Insomma, il sistema svedese risulta essere super vincente. La Svezia è stata capace di creare un business legale e ad impatto zero sui rifiuti, sviluppando e diffondendo, di pari passo, un importante educazione all’ambiente.

Il problema dei rifiuti, ormai attuale e delicato in un paese come il nostro, non sembra dare segnali positivi, trasformatosi in un terribile “cancro” che affligge in nostro territorio e appesta le nostre città, come il nostro cibo.

E le nostre vite.

Anche l’Italia gestisce un bel Business sui rifiuti.

Non di certo pulito.

foto: Lonely Planet Italia; Tgcom24

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