La violenza contro le donne e le ragazze è una violazione dei diritti umani, una pandemia per la salute pubblica e un grave ostacolo allo sviluppo sostenibile. Impone costi su larga scala sulle famiglie, le comunità e le economie. Il mondo non può permettersi di pagare questo prezzo. Ban Ki-moon, Segretario generale delle Nazioni Unite

Secondo dati Istat risalenti al giugno 2015:

6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

In Italia, 116 femminicidi dall’inizio dell’anno. Dati tristemente allarmanti che rendono la giornata del 25 novembre 2016 ancora più carica di significato. Una giornata per dire NO alla violenza sulle donne. Una realtà spesso, e purtroppo, sottovalutata, finchè non si raggiungono le estreme conseguenze.

Ma non possiamo parlare di numeri; i dati sono utili per comprendere la portata del fenomeno. Oggi vogliamo ricordare tutte le donne vittime di violenza; perché di “genere” si muore. Oggi, vogliamo, soprattutto, dire basta.

La giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1999. L’assemblea, indicando il 25 novembre come data ufficiale, ha invitato i governi, le fondazioni, le Organizzazioni non governative, a sensibilizzare l’opinione pubblica, incoraggiando la promozione di iniziative sul tema. Storicamente, la data ricorda il giorno dell’assassinio di tre delle quattro sorelle Mirabal, risalente al 1960.

Patria Mercedes Mirabal Reyes.

María Argentina Minerva Mirabal Reyes.

Antonia María Teresa Mirabal Reyes.

Le sorelle, attiviste politiche della Repubblica Dominicana, furono uccise secondo l’ordine del dittatore dominicano Rafael Trujillo. Durante l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981, le attiviste partecipanti, scelsero proprio il 25 Novembre come giorno per combattere la violenza contro le donne e sensibilizzare l’opionione pubblica e i governi. La data è stata ufficializzata il 17 dicembre 1999, con una risoluzione delle Nazioni Unite.

In questo contesto, sono numerose le iniziative che nei prossimi giorni avranno luogo nelle principali città italiane.

immagini-quotidiano-netA Milano il Comune, la onlus SVS Donna Aiuta Donna, la caritas ambrosiana e Soccorso violenza sessuale e domestica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, insieme allo Ied di Milano hanno organizzato l’iconica iniziativa “stanne fuori”. Per dire no alla violenza contro le donne, è stato installato presso la Galleria Vittorio Emanuele, un grande labirinto, ideato dagli studenti del Master in Graphic Design della Scuola di Arti Visive di  IED Milano. Perché la violenza è un labirinto da cui è difficile uscire. L’iniziativa avrà luogo il 25 e il 26 novembre. Il labirinto simboleggia l’escalation di comportamenti che, da apparentemente banali, divengono sempre più gravi e imperdonabili. E si richiama ad Arianna e Teseo, con il filo del gomitolo rosso per uscire, metaforicamente dal tunnel. È possibile partecipare anche tramite i social, con l’hashtag ufficialr #stannefuori. Il messaggio contro gli abusi e le violenze è forte: riconoscerli e prenderne coscienza è il primo passo, la prima prevenzione da adottare.

unknownA Roma, il 26 è previsto un corteo, una grande manifestazione a cui hanno aderito associazioni e singoli su tutto il territorio nazionale, uniti con lo slogan #nonunadimeno. Il corteo partirà alle ore 14, da Piazza della Repubblica. La manifestazione è promossa da Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza e UDI – Unione Donne in Italia. In occasione della manifestazione nazionale del 26 novembre, presso l’Università la Sapienza di Roma sono previsti anche tavoli di discussione per il piano antiviolenza femminista, presso la facoltà di psicologia. L’obiettivo, è quello di sensibilizzare e discutere su possibili iniziative, che ostacolino la cultura sessista, e promuovano l’evoluzione del quadro legislativo italiano affinchè divenga più efficiente nella tutela, e, soprattutto nella prevenzione. Sono previsti incontri anche riguardo al tema delle pari opportunità, alla tutela in ambito lavorativo, contro la discriminazione per motivi di sesso.

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A Firenze, il Quartiere 4 ha promosso la Rassegna Filo Rosso, per incentivare la cultura del rispetto. In questo contesto sono state organizzate diverse iniziative: da dibattiti a performance artistiche. Presso Villa Vogel è presente un’installazione che rimarrà fino al 25: un gomitolo di filo rosso.

 

 

unknown-2A Napoli, con lo slogan: #SVERGOGNATI Un atto d’amore!La violenza contro le donne non è un fenomeno. È un fatto. Di tutti”, è stata organizzata una tavola rotonda, prevista per il 26 novembre. L’incontro avrà luogo nella sala conferenze del Pan, il Palazzo delle Arti di Napoli, dalle ore 15 alle 17. La tavola rotonda, che ha come tema portante la decifrazione degli stereotipi di genere presenti anche a livello linguistico, oltre che culturale, prevede anche la partecipazione attiva del pubblico.

Una risposta a "25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"

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