-Arturo: La mafia ucciderà anche noi?

-Papà: Tranquillo, ora siamo d’inverno. La mafia uccide solo d’estate.

(“La Mafia Uccide Solo d’Estate”, il film. 2013)

Palermo, anni ’70. Fiat 127, proverbi, pantaloni a zampa, cannoli siciliani. E Mafia.

La Mafia Uccide“: una metà titolo che può essere già sufficiente. Un mezzo titolo solo per gli adulti, e per chi la mafia la conosce, la ascolta, la fiuta. E la combatte.

Solo d’Estate”: l’altra metà del titolo racconta la vera essenza del film. L’ironia, la leggerezza. Un film per tutti, ma mai banale, convenzionale o grossolano. Un film ben lontano dal bollino rosso o dal parental control; un film capace di mettere di fronte persino ad un bambino, un tema cosi drammatico e doloroso, come quello della Mafia. Una speranza, un sussurro rassicurante: la mafia uccide, ma stai tranquillo, solo d’estate. Quasi fosse L’Uomo Nero che, all’accendersi della luce, scompare. Pertanto, il titolo del film, è ispirato proprio da una battuta che il padre dice al piccolo Arturo, nel film del 2013, al momento di dargli la buonanotte.

La Mafia Uccide Solo d’Estate è la nuova serie tv scritta da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, basata sull’omonimo film uscito nelle sale nel 2013. La serie andrà in onda su Rai Uno ogni Lunedì dalle ore 21.20 ed è fatta di 12 episodi. Questa volta la regia è affidata a Luca Ribuoli.

Pif l’abbiamo già visto come Iena su Italia Uno: conosciuto per la sua dosata ironia e il suo affabile sarcasmo, è stato reso celebre grazie alla serie di Mtv “Il Testimone”, dove incarnava il prototipo del Nerd, un po’ sfigato ma curioso; una sorta di girovago inconsueto tra le strade del mondo, munito della sua “telecamera nascosta”, alla scoperta di genti, abitudini, storie di persone, credenze popolari, costume e società.

Ne “La Mafia Uccide Solo d’Estate” non si vedono sangue, cemento e piombo. Si vede un bambino delle scuole elementari che cresce, che mangia “sfincioni” (tipico dolce palermitano), che fa arrabbiare mamma e papà, che va appresso alle “fimmine” ( “le donne” in dialetto) ma che si accorge che qualcosa, a Palermo, proprio non va.

la-mafia

(il piccolo Salvatore, in una scena dalla serie)

Pif, nel suo film come nella serie, mantiene lo stesso concept adottato per “Il Testimone”: la sua voce narrante fuori campo, parla della sua infanzia, interpretata dal piccolo protagonista Salvatorealter ego di Pif: il suo punto di vista serve a raccontare, con  tutta l’ingenuità di un bambino, cosa successe a Palermo in quegli anni, dove una famiglia qualunque, si ritrova costretta ad aprire gli occhi su un problema che avrebbe raggiunto poi delle dimensioni smisurate (il padre un impiegato, interpretato da Claudio Gioè, che nel film, invece, ha il ruolo di giornalista; la madre, Anna Foglietta, una maestra)

La Mafia Uccide Solo d’Estate grazie alla sua narrazione semplice, alla sceneggiatura posata ma schietta, riesce a mettere davanti al piccolo come al grande schermo, grandi e piccini, servendo il “boccone amaro” della mafia, in una veste diversa, addolcita, quasi ironica e canzonatoria: per un bambino che guarda, il mafioso, è un cattivone un po’ stupido che usa la pistola. Ecco tutto.

E questo, non è che il primo passo per una buona sensibilizzazione, perchè parte dai più piccoli. Perchè parte da quello che sarà il nostro Futuro.

Nel film l’espressione “la mafia non esiste” si sente dire più volte, tra la gente, al telegiornale, nelle famiglie, per la strada.

L’omertà e la paura, convivono già da allora.

L’ironia e l’opera di “sdrammatizzazione del dramma”, fanno del film, come della serie, un prodotto convincente, ma soprattutto vincente (stravincente): il linguaggio, la sceneggiatura fedele al dialetto siciliano, spesso lasciata a sè, senza traduzioni, rende il tutto realistico e “verghiano“; nostalgico e sognante.

Il film del 2013, fu capace di mettere d’accordo anche la critica (c’è chi gridava la Candidatura all’Oscar!), ed ottenne un ottimo successo: fu premiato come miglior film al Torino Film Festival (vedi il mio precedente articolo) e Pif ricevette il David di Donatello come miglior regista esordiente.

Pif è stato recentemente nelle sale con “In Guerra per Amore“, lo scorso ottobre. Promosso, anche stavolta.

(foto nel testo: Film.it)

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