Giunge alla 34esima edizione il Torino Film Festival, nella sua rassegna internazionale, quest’anno dedicata a David Bowie, dal 18 al 26 Novembre 2016, all’avanscoperta del cinema “parallelo” o del “non-cinema”; del metacinema. Del cinema per il sociale.

Proprio oggi, Domenica 20 Novembre 2016, verrà presentato alle ore 18.00 all’ Opposto di Piazza Vittorio 1, Kinosonic, un cineracconto sonoro per laptop ensemble su otto canali audio. Il progetto si prefigge lo scopo di portare avanti un’idea di cinema “da ascoltare”; un cinema di immaginazione più che di immagini. Un cinema suggestivo, dove il regista diviene lo stesso soggetto che ascolta, che guarda. Che sogna.

L’idea prende piede presso il Conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino, i quali allievi hanno avuto il potere di assemblare insieme paesaggi sonori e passaggi individuali, dal forte potere personale ed evocativo, per poi mescolarli insieme in un “concept album” di scenografie miste, poliglotte, personali e multiformi, contestuale ad un surplus non più scenico, ma sensoriale.

Kinosonic, non è un film.

Kinosonic indossa quasi le vesti di un sodalizio di immagini e fenomeni visivi, apparentemente distorti, nonsense, incomprensibili, in una piattaforma di cinema tangente alla musica, immediato e pratico capace di proiettarsi nel futuro dell’ “oltre”.

Il progetto è in’idea di Domenico Sciajno.

Sabato 26 Novembre, sarà la volta del film “Nirvana“, diretto da Gabriele Salvatores, presso la sala del Cinema Massimo: il film, reso accessibile  attraverso la sottotitolazione e l’audiodescrizione, sarà per la prima volta rivolto ad un pubblico eterogeneo, consentendo al cinema di aprirsi ad un mondo finora trascurato e troppo spesso lasciato in ombra. Il prezzo del biglietto non supererà i 5.00 euro.

Un’ altra prospettiva di “oltre”.

Non solo, ma il Torino Festival sarà anche un’occasione imperdibile per avere il piacere di gustare la proiezione di alcuni grandi classici del cinema intramontabile, come i capolavori Julies et Jim e Alice’s Restaurant, selezionati personalmente da Gabriele Salvatores, che, come confessato dal regista, furono “quelle ragioni che non gli permisero di diventare avvocato”.

Da oltre 30 anni, il Torino Film Festival è consacrato ormai come uno dei principali festival cinematografici italiani. Non tralasciando il suo impatto, già dagli esordi.

Nato nel 1982 con il nome di Festival Internazionale Cinema Giovani, vede la luce con il mirato intento di dedicarsi soprattutto al cinema d’autore indipendente, cosa che permise al festival di collocarsi in un panorama di ricerca verso un “nuovo cinema”, o meglio, un cinema “nuovo” ma comunque ispirato dalle influenze dalle correnti innovative degli anni ’60 e ’70.

tff-1982

Indagare alla volta dell’innovazione e della sperimentazione: Il festival fin da subito si inserisce, in progressione, all’interno di un cinema imperniato sul rinnovamento linguistico e visivo, investendo su molteplici e nuovissime modalità espressive. Gli anni ’80, in particolare, rappresentano un’era di polimorfa ed estremamente varia innovazione tecnologica: i nuovi videomaker, parlano di un cinema fatto non solo di semplici macchiane da presa, ma di correnti, di pensiero, di sperimentazione, di novità. Un cinema parallelo, a tratti trasversale, capace di unire in una veste mai vista prima, l’idea con la grafica.

Il Festival Cinema Giovani, ebbe il grande merito di lasciare un grande spazio a quel cinema giovane e giovanile, che probabilmente avrebbe continuato a far parte esclusivamente di quel panorama undergroundnon-scoperto“, regalando una maggiore visibilità ad idee immagazzinate, quasi timorose di uscire allo scoperto, in una sorta di censimento culturale di estremo d’impatto.

Di fatto, già dalle prime edizioni del festival, si evince il suo impianto sociologico, antropomorfo:

“(il Festival) allarga il pubblico, aumentando la fruizione della cultura, e in particolare il cinema, del quale tutti noi sosteniamo e valorizziamo, oltre gli aspetti artistici, anche quelli educativi, di crescita e formazione”

(Gabriele Salvatores, guest director della 34esima edizione 2016)

Molto presto, il Torino film festival diventa un ottimo modo per introdurre la mentalità del pubblico in un mondo fuori dagli schemi del cinema da botteghino e da grandi sale, per omaggiare il cinema come “fenomeno” d’arte e d’ espressione culturale comunicativa.

Gli anni 90, si accordarono ad una Torino nuova, alle influenze di una città protagonista di una fermentazione culturale ma soprattutto sociale, sagomando finalmente un festival d’impatto internazionale.

Nel 1997 la rassegna, da Festival Internazionale Cinema Giovani, cambia nome in Torino Film Festival, abbandonando il panorama strettamente “locale”, verso scenari più ampi e numerosi.

Dagli anni 80 ad oggi, il Festival parla di una Torino che si trasforma, che evolve e che parla lingue diverse e multisfaccettate , in un “micropanorama”, lontano dall’ interesse del lucro e dal guadagno economico, rappresentando ancora, dopo molti anni, un manifesto sociale di liberà d’espressione artistica come intellettuale, molto più attenta all’ “idea” e alla sua condivisione, che all’impatto scenico e plateale riservato alle mere produzioni cinematografiche industriali.

tutto il programma sul sito:

http://www.torinofilmfest.org/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...