Già a partire dal decennio scorso, i Radiohead hanno da sempre incarnato una garanzia e un concept anti-commerciale: considerata da molti emblema di sperimentazione e di metrica elettro-acustica, la band di Thom Yorke non necessiterebbe di spiegazioni e di  motivazioni, se la si definisse la miglior band attualmente attiva.

Recentemente, il gruppo di Oxford ha confermato di voler continuare il Tour iniziato lo scorso maggio, con altre due esclusivissime date, che toccheranno Firenze e Monza rispettivamente il 14 giugno presso la Visarno Arena e il 16 giugno all’ I-Days Milano 2017 presso l’ Autodromo Nazionale di Monza.

Imperdibili.

I biglietti sono disponibili presso il circuito TicketOne dalle 10.00 di ieri, 4 Novembre 2016.

Per Info:http://www.ticketone.it/radiohead-biglietti.html?affiliate=IGA&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1774066&xtor=SEC-303030332-GOO&gclid=CIq0t-i-kdACFW0A0wodXzwKsA

Dunque, alzi la mano chi non ha mai sentito parlare dei Radiohead.

Quasi impossibile: uscivano dal panorama underground nel 1993 facendo breccia su tutte le radio internazionali con il singolo “Creep“, più volte soggetto ad adattamenti e cover da molti artisti, e poi con il pezzo orecchiabile, quasi romantico di “High and Dry”. 

Venne spesso etichettato gruppo da one-single-only da riviste e critici musicali, ma fu proprio il successo dell’esordio, ad attivare la convinzione in Thom Yorke di dover iniziare a fare sul serio, abbandonando radio e televisioni, business musicale  e case discografiche, e a dare alla luce capolavori come “Kid A” dal quale non fu estratto alcun singolo; non solo ma l’atteggiamento anticonvenzionale e al limite della provocazione, portò i Radiohead a rendere disponile l’album “In Rainbows” (correva l’anno 2007) in piattaforma download digitale, ad un prezzo a libera scelta del compratore, e a renderlo acquistabile sul loro sito ufficiale, già molti mesi prima della sua uscita nei negozi di dischi: un’anticonvenzionalità inequivocabilmente anti sistema.

a-moon

( copertina di “A Moon Shaped Moon” 2016)

Il loro ultimo album ” A Moon Shaped Pool” è la motivazione del loro prossimo Tour, che purtroppo non farà tappa a Roma, come invece è stato per il precedente album “The King Of Limbs“. Avremmo preferito una performance live targata “A Moon Shaped Pool”, dato che, quest’ultimo risulta essere qualitativamente migliore rispetto al precedente: ritmi elettronici, sincopati e psichedelici, hanno lasciato posto a melodie ovattate e unplugged, fatte di adattamenti acustici, dosati con elementi elettronici dalle sperimentazioni nuove, rappresentando la rivisitazione di un “In Rainbows”, ma in chiave più matura, consapevole, tradizionale ma nient’affatto ripetitiva; ornata con una minimalissima  voce di Thom Yorke, miscelata e perfettamente calzante con il contesto melodico, modulata nel complesso quasi fosse uno strumento musicale; oscillatoria, notturna. Un capolavoro che conferma la grande maestria del gruppo di rinnovarsi e rigenerarsi ad ogni nuova uscita.

A destare le attenzioni della critica, fin dalle origini, furono scelte d’impatto, quali il divorzio con la casa discografica EMI, che incentivò quella ricercatezza musicale che consentì di contraddistinguerli all’interno di un panorama che sembrava ormai immobile e convertito al lucro, grazie all’inserimento di elementi di eccezionale appeal, di compattezza ma anche di frattura; e nella messa in scena di suoni e di non-musica: fu “Kid A”, anno 2000, a plasmare un ordinato universo fatto di visioni ed immagini distorte, tormentate, ma anche di brani dal suono rarefatto e al tempo stesso esuberante, con inequivocabili spunti dal krautrock dei Kraftwerk. E se Kid A rappresentava  un azzardo vincente e ben costruito, una facile vincita fu sicuramente il precedente “Ok Computer”, 1997, costruito su suoni più sofisticati rispetto ai lavori degli esordi, con echi che rimembravano il post-punk dei Joy Division e dei Talking Heads: un album significativo ed eloquente, una denuncia e un lamento, uno sfogo e una protesta verso una realtà sempre più tecnologica, disincantata, meccanizzata e “computerizzata”, sintomi avvertiti già dalla fine dello sorso millennio: un grido alienato e malato quello di “Paranoid Android” e di “Karma Police”, quest’ultimo sicuramente più orecchiabile, ma allo stesso modo un efficace espediente capace di aprire gli occhi sulla minaccia di un destino inevitabile, fatto di “schiavizzazione ” umana nei confronti delle istituzioni e della tecnologia.

Profetico.

radiohead-kida-albumart

Nella loro discografia non mancano, pertanto, richiami alla politica e a denunce istituzionali quali l’album “Hail to the Thief” un’accusa contro G. W. Bush, il quale comprende pezzi come “2+2=5” e “Sail to the Moon” in cui la frustrazione  e la malinconia divengono quasi un lamento: la profezia di “Ok computer” è realizzata; le speranze sono assenti, l’ uomo si estranea e sogna una nuova realtà.

il Rock alternativo-progressivo di Thom Yorke non consente paragoni.

Una ricercatezza e una originalità difficile da ritrovare altrove, che prende vita soprattutto sul palco, dove la musica si arricchisce di elementi nuovi e suggestivi, in un trip psichedelico di voci e suoni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...