In un’eonomia sempre più consumista, ossessionata dal possesso e dall’accumulo, è confortante sapere che l’idea di condivisione non è del tutto scomparsa. Anzi, negli anni della crisi sono nate molte iniziative in questo senso. Una di queste, ancor più degna di nota, in quanto legata alla cultura, è “Books on the underground”, letteralmente “Libri sulla metropolitana”, un progetto no profit, che ha preso il via nel 2012 dall’iniziativa di Hollie Belton. Ideato e sviluppato a Londra, si basa su una caratteristica fondamentale della capitale britannica: la centralità della metropolitana nella vita degli abitanti della città e dei sobborghi. Basti pensare che la London Underground conta ogni anno 1 073 000 000 accessi, e circa 28 milioni di passeggeri.

La Bolton descrive così la genesi della sua trovata:

Ho iniziato a lasciare i miei libri, o facendo incetta nei negozi di beneficenza… L’idea è quella di trovare un libro incredibile che si vuole condividere con il mondo, applicare lo sticker, e lasciarlo sulla metro, dove può essere preso, letto, condiviso, e soprattutto, se ne può godere. Pensate a noi come alla vostra biblioteca locale, ma senza le tasse per il ritardo. L’unica cosa da fare è assicurarsi di riportarlo sulla metro, una volta finito.

Un’idea innovativa che dà la possibilità ai viaggiatori di prendere in prestito i libri messi a disposizione, leggerli e condividerli di nuovo, lasciandoli semplicemente sulla metropolitana. Il tutto è coordinato da un team, le “fate dei libri”, ad oggi gestito da Cordelia, che ha preso il posto della Belton trasferitasi a New York. È lei attualmente la direttrice del progetto, legata al mondo letterario fin da bambina, che descrive così la sua infanzia:

Sono praticamente cresciuta nell’angolo delle letture per bambini della libreria di mio padre, in un piccolo villaggio dell’Hampshire, e ho sempre amato leggere.

Cordelia lascia in prima persona i libri sulla metro, supportata dalle sue “Book Fairies”: Carleanne, Zarina, Ellen, Dani, Melanie, Charlotte, Lauren, unitesi al progetto tra il 2015 e il 2016. I libri possono trovarsi sui sedili, sulle scale mobili, vicino alle biglietterie; ed il tutto è accompagnato da aggiornamenti social, che danno il via ad una sorta di caccia al tesoro per accaparrarsi il testo. Dall’inizio del progetto sono stati condivisi più di 15000 libri.

Le fatine dei libri sono impegnate nel lancio di varie campagne, appongono l’adesivo che segnala l’appartenenza del libro all’iniziativa, e postano i nascondigli sui social media, usando l’hashtag: #oursharedshelf.

Nato come un modo per condividere le proprie letture, il progetto è cresciuto negli ultimi anni, coinvolgendo gli addetti ai lavori del mondo editoriale. Le books fairies lavorano, infatti, con case editrici, autori e promotori di film; il “books on the underground” è diventato così anche un canale per aiutare autori emergenti a farsi conoscere, a conquistare nuovi lettori, usando il prestito e l’interazione sui social come pubblicità. Vengono lanciate vere e proprie campagne, rese virali da hashtag scelti di concerto con gli autori, le case editrici, i produttori.

fullsizerenderUna delle ultime è quella lanciata per l’uscita del film, “The Girl with All the Gifts” di Colm McCarthy, basato sull’omonimo romanzo di Mike Carey (aka M.R. Carey) che si è occupato anche della sceneggiatura. In italia il libro è edito dalla Newton Compton con il titolo “La ragazza che sapeva troppo”. Proprio in occasione del lancio della pellicola, risalente al 23 settembre 2016 nelle sale cinematografiche britanniche, “Books on the underground” e le sue fatine hanno ricevuto 50 copie del libro, con una nota dell’autoren M.R. Carey.

 

Per prendere attivamente parte all’iniziativa si possono richiedere, tramite il sito web, gli adesivi che contraddistinguono il testo come appartenente al progetto, e, una volta “nascosti” i volumi, condividere con una foto su twitter, usando l’apposito hashtag, il luogo dove i libri sono stati lasciato. Ovviamente bisogna trovarsi a Londra; anche se sarebbe interessante esportare il progetto anche in Italia.

L’iniziativa si è già diffusa in altre città:

  • Books on the Subway, New York (USA), dal 2013; Twitter @BooksSubway
  • Books on the Metro, Washington (USA), dal 2014; Twitter @BooksMetro
  • Books on the L, Chicago (USA), dal 2014; con l’hashtag #booksonthel
  • Books on the Rain, Sidney (AUS), dal 2016

 

fullsizerender-1Ieri, martedì 1 novembre 2016, le fatine sono state aiutate da una madrina d’eccezione: l’attrice Emma Watson. Già ambasciatrice di buona volontà dell’UN Women, nominata nel luglio del 2014, la Watson è da sempre impegnata in campagne sociali, soprattutto per la promozione della parità di genere, e, tra le varie iniziative nell’ambito della campagna #HeforShe, l’attrice ha creato un book club virtuale, l’#Our Shared Shelf. Dunque, chi meglio di lei avrebbe potuto essere “Book Fairy” per un giorno? Proprio ieri, dunque, Emma ha lasciato nella metropolitana di Londra alcune copie di “Mum & Me & Mum”, il settimo e ultimo libro di una serie autobiografica di Maya Angelou, lettura prevista per i mesi di Novembre/Dicembre nel suo club del libro.

 

Web site: http://booksontheunderground.co.uk

Books on the underground: the no profit project to share books

In increasingly consumerist economy, obsessed by possession and accumulation, it’s comforting to know that the idea of sharing is not entirely disappeared. Indeed, several initiatives in this regard were born during the crisis years. One of these, even more noteworthy, since it is linked to culture, is “Books on the underground”, a non-profit project, which was launched in 2012 by the initiative of Hollie Belton. Conceived and developed in London, it is based on a fundamental feature of the British capital: the centrality of the metro in the life of city’s and suburbs’ inhabitants. In fact the London Underground involves 1.073 billion accesses, and about 28 million passengers every year. The Bolton describes with these words the genesis of her idea:

I started it by leaving my own books, or raiding charity shops … The idea is to take an incredible book you want to share with the world, sticker it up, and leave it on the tube, where it can be taken, read, shared, and most importantly, enjoyed. Think of us as your local library, but without the late fees. Just be sure to put them back when you’ve finished.

An innovative idea that gives to travelers the opportunity to borrow books, read, and share them again, simply leaving the books on the subway. Everything is coordinated by a team, the “Books fairies”, now run by Cordelia, who has taken the place of Belton after her move to New York. She is currently the director of the project, related to the literary world since she was a child. She describes in this way her childhood:

I basically grew up in the children’s corner of my dad’s bookshop in a little Hampshire village, and have always loved reading.

Cordelia leaves books on the subway, supported by its “Book Fairies”: Carleanne, Zarina, Ellen, Dani, Melanie, Charlotte, Lauren which joined the project between 2015 and 2016. The books can be found on the seats, on escalators, next to the ticket area; and the whole is accompanied by social updates, which give off a sort of treasure hunt to grab the volume. Since the project began more than 15000 books were shared.

The fairies of books are involved in the launch of several campaigns, affix the sticker indicating that the book belong to the project, and posting the hiding places on social media using the hashtag: #oursharedshelf.

Born as a way to share personal readings, the project has grown in recent years, involving the experts of the publishing world. The books fairies work, in fact, with publishers, authors and film promoters. In this way “Books on the underground” has become also a channel to help emerging authors to be known, to conquest new readers, using the interaction on social as advertising. They launch real campaign, made by viral hashtag chosen in consultation with the authors and the publishers.

One of the latest is the one launched for the release of the film, “The Girl with All the Gifts” by Colm McCarthy, based on the novel by Mike Carey (aka M.R. Carey) who also worked on the script. On the occasion of the launch of the film, on the 23rd September 2016, “Books on the underground” and its fairies received 50 copies of the book, with a note of M.R. Carey.

To take part to the initiative you can request the stickers that mark the text as belonging to the project, then you can hide volumes, and share a photo on Twitter, using the hashtag dedicated. Obviously you need to be in London.

Yesterday, the fairies were helped by an exceptional godmother: the actress Emma Watson. Already a goodwill ambassador for UN Women, appointed in July 2014, Watson has always been involved in social campaigns, especially for the promotion of gender equality, and, among other initiatives as part of #HeforShe campaign, the actress has created a virtual book club, the #OurSharedShelf. So, who better than she could be “Book Fairy” for a day? Emma has left in London Underground a few copies of “Mum & Me & Mum”, the seventh and final book of an autobiographical series of Maya Angelou, reading scheduled for the months of November / December in her book club.

 

 

2 thoughts on “Books on the underground: il progetto no profit per condividere libri

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