Nonostante sia una delle collezioni più vaste e rilevanti della storia, la collezione Shchukin è rimasta per moltissimi anni frammentata, nascosta, riportata lentamente alla luce e riunita solo il 22 ottobre 2016 nella mostra “Icons of Modern Art” (22 ottobre 2016 – 20 febbraio 2017) presso la Fondation Louis Vuitton di Parigi.

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Fondation Louis Vuitton

Si tratta di un evento di incredibile importanza politica, oltre che artistica. Per comprendere la straordinarietà di questa mostra è necessario raccontarne in breve la storia: le opere d’arte che la compongono vennero acquistate dal noto mercante di tessuti russo Shchukin tra il XIX e il XX secolo, ma con la Rivoluzione di Ottobre (1917) venne nazionalizzata e divisa tra i musei di Mosca e San Pietroburgo. Nel 1918  Lenin, ritenendo la collezione “arte decadente”, la segregò comunicando che la «storica Galleria Shchukin, sita in Bolshoy Znamensky pereulok n. 8 e tutto il suo contenuto sono di proprietà del popolo e sarà tenuta in custodia per l’educazione del popolo». Solo alla morte del dittatore i musei ricominciarono timidamente a esporre queste meravigliose opere d’arte prodotte dalle mani di Matisse (grande amico di Shchukin), Picasso, Gaugin, Van Gogh, Renoir, Toulouse – LautrecDegas e molti altri artisti.

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“Aha oé feii?” di Paul Gaugin (1892)

I dipinti erano custoditi nei due musei russi Hermitage e Puskin, con i quali la Fondation Louis Vuitton ha accordato una collaborazione nel 2015. Dati i delicati rapporti tra Francia e Russia, l’organizzazione della mostra è stata oggetto di discussione anche ai livelli più alti: François Hollande e Vladimir Putin ne hanno discusso nel corso del summit di Mosca nel febbraio 2016, ma con la determinazione del magnate russo Bernard Arnault, giovane presidente della società Moët Hennessy Louis Vuitton, la collezione è stata finalmente riunita, ed egli stesso ha definito questo evento un esempio di “diplomazia dell’arte“. «Operazioni come la presente sono dei veicoli di dialogo che confermano», ha poi detto il direttore dell’Hermitage Mikhail Piotrovski, «che l’arte e la cultura possono avere più potere della politica».

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ENGLISH VERSION

The Shchukin collection and the diplomacy of art in “Icons of Modern Art”: Matisse, Picasso, Van Gogh, Degas, Gaugin, Renoir and many other artists involved in a political question. 

Although the Shchukin collection is actually one of the largest and most significant collections in our history, it has been fragmented, hidden and brought back to light only on 22nd october 2016 with the exhibition “Icons of Modern Art” (22nd october 2016 – 20th february 2017) at the Fondation Louis Vuitton, Paris.

The event has an incredible political and artistic relevancy. In order to understand its singularity it is necessary to tell briefly its background: the artworks have been bought by the famous russian merchant Shchukin within XIX and XX century, but after the October Revolution (1917) they came into state ownership and have been splitted into Moscow’s and Saint Petersburg’s museums. In 1918 Lenin, considering the collection “decadent art”, segregated it and communicated to the population that “the historical Shchukin Gallery in Bolshoy Znamensky pereulok n. 8 and all its contents are property of the population and will be kept in custody in the interest of its education“. The museums shyly started showing the artworks by Matisse (Shchukin’s good friend), Picasso, Gaugin, Van Gogh, Renoir, Tolouse – Lautrec, Degas and many others only after the dictator’s death.

The paintings were located at the russian museums Hermitage and Puskin, with which the Fondation Louis Vuitton agreed a partnership in 2015. Given the fragility of the relationship between France and Russian Federation, the exhibition’s organisation has been examinated at high levels: François Hollande and Vladimir Putin discussed it during the Moscow summit on february 2016, but thanks to the great determination of the magnate Bernard Arnault, young president of the Moët Hennessy Louis Vuitton company, the collection has been finally reunited and Arnault defined it as an example of “diplomacy of art“. Mikhail Piotrovski, director of the Hermitage Museum, declared: “Operations like this are instruments of communication confirming that art and culture may have more power than politics“.

2 thoughts on “La collezione Shchukin e la diplomazia dell’arte in “Icons of Modern Art”: Matisse, Picasso, Van Gogh e molti altri (ENGLISH VERSION BELOW)

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