Negli ultimi anni è diventato sempre più facile trovare in pub e ristoranti birre artigianali di ogni gusto e tipologia, al punto che se entrando in alcuni locali si chiede una Peroni ci si becca un’occhiataccia. Per gli amanti della birra si tratta di un fenomeno più che positivo, ma per chi cerca solo una birra fresca e dissetante la scelta si è fatta complessa. Come è successo e come scegliere la birra adatta a noi? Forse questo articolo vi aiuterà a risolvere il mistero.

Impossibile non notare, nelle metropoli come nelle piccole città, lo spuntare ad ogni angolo di beer shop e birrerie con svariate categorie di questa amatissima bevanda. La ricerca di gusti nuovi, la diffusione di birre straniere e il basso costo medio, ha avvicinato i consumatori ad una realtà ricca di sfumature di ale incrementandone la domanda, a cui gli imprenditori hanno risposto con un’offerta più ricca ed espansa, sia nazionale che di importazione. Così il fenomeno si è espanso a macchia d’olio e la birra artigianale è diventata una moda, più che un prodotto “di nicchia”.

Ci sono, però, anche fattori negativi: se da un lato l’espansione del mercato della birra artigianale ne ha reso più accessibile il consumo, dall’altro non poteva non far gola alle grandi multinazionali. In diversi casi i colossi della birra commerciale hanno inglobato birrifici di antica tradizione, privandoli di molto del loro valore. È il caso del birrificio italiano “Birra del Borgo”, tra i più noti e preziosi nel nostro Paese, acquistato nel 2016 dal colosso belga “Ab-InBev” che controlla quasi un terzo della produzione mondiale di birra (tra le marche detenute compaiono anche “Beck’s”, “Budweiser”, “Corona”, “Franziskaner”, “Leffe”, “Tennent’s” e molte altre).

In ogni caso, a noi resta un mondo di gusti, aromi e colori da scoprire. Ecco il vocabolario delle tipologie di birra artigianale più diffuse per imparare a orientarsi e a scegliere secondo il proprio gusto e non in base al parere dell’amico “esperto”.

A

Abbazia
Generalmente dal gusto dolce, ad alto grado alcolico e molto fermentata. Il colore può variare dall’oro all’ambra, al rosso cupo, al bruno. Si producono seguendo le ricette degli antichi monasteri belgi.

Ale
Sta per “british ale”, birra ad alta fermentazione e a bassa gradazione alcolica, dal sapore e dal gusto variegati. Ha diverse sottocategorie, tra cui la bitter ale (leggermente acida per il forte sapore di luppolo), la brown ale (prodotta con malto scuro, dal gusto deciso maltato), la mild ale (dal sapore di malto delicato e leggero, poco alcolica), la old ale (tradizionalmente scura e invecchiata, più alcolica), la pale ale (con lievito ad alta fermentazione e malto chiaro), la real ale (prodotta con metodi antichi) e la scotch ale (niente scotch, solo dal colore ambrato e molto maltata). A questa categoria appartiene anche la barley wine (vedere sotto).

B

Blanche
A base di frumento, acidula e di colore bianco lattiginoso. Spesso abbinata a aromi come il coriandolo e il curaçao e agli agrumi. Fresca e speziata, a bassa gradazione.

Barley wine
La riprendiamo anche qui. Deve il suo nome all’alta gradazione alcolica (spesso oltre il 9%) e al colore molto scuro, ma si tratta sempre e solo di birra. Migliore se invecchiata, è fortemente maltata e presenta un persistente aroma fruttato.

Bock
Di origine tedesca, birra corposa a bassa fermentazione e dal forte sapore di malto. Solitamente chiara, mentre la doppelbock è più scura.

C

Cream ale
Birra americana chiara, a basso grado alcolico e non particolarmente strutturata. Simile alle lager.

D

Doppio malto
Categoria presente solo in italia, con un forte sapore di malto e gradazione alcolica media.

Draught
Significa solo “alla spina”!

Dubbel
Termine per indicare una birra molto maltata e dal colore ambrato, associato generalmente alle birre di abbazia.

G

Gueuze
Birra belga a fermentazione spontanea composta da una miscela di Lambic (vedere sotto), talvolta aromatizzata con vari tipi di frutta (più comunemente frutti rossi, ma anche pesca e banana)

I

Imperial stout
Stout (vedere sotto) esportata nella Russia imperiale, più alcolica della Stout tradizionale.

India pale ale , aka IPA
Inglese tradizionalmente esportata in India. Più alcolica e luppolata della semplice “pale ale”. Le IPA sono state reinterpretate dagli americani con ingredienti statunitensi (quindi con diverse varietà di luppolo) per creare la American pale ale, aka APA, leggermente meno cremosa e dolce della cugina britannica.

K

Kellerbier
Birra bavarese acidula a bassa fermentazione, non filtrata. Poco frizzante e molto luppolata, non incontra facilmente i palati di tutti.

L

Lager
Termine per indicare tutte le comuni birre chiare a bassa fermentazione, di colore oro pallido e mediamente amara. Il termine riprende i magazzini e le cantine dove viene fatta maturare.

Lambic
Birra a fermentazione spontanea (signicia che raccoglie il lievito dell’aria e lascia fermentare liberamente il mosto). Dal momento che ogni ambiente, con i propri microrganismi, è diverso, il sapore varierà a seconda del luogo e delle condizioni in cui viene prodotta. Questo è il motivo per cui per ottenere una Gueuze vengono mischiati diversi tipi di lambic. Assume una denominazione diversa a seconda della frutta con cui viene aromatizzata (framboise per i lamponi, kriek per le ciliegie, pèche per le pesche, cassis per i ribes neri).

M

Malt liquor
Nonostante il nome rimandi a una gradazione alcolica molto elevata, è solo l’equivalente americano della doppio malto italiana.

P

Pils – pilsner
Di origine ceca, a bassa fermentazione, molto chiara e limpida, generalmente molto luppolata. Schiuma abbondante e finissima, si beve nei flute.

Porter
Simile alla stout (vedere sotto), ma meno scura e amara.

S

Saison
Birra belga fresca e luppolata, mediamente alcolica.

Stout
Famosissima tipologia di birra irlandese, molto scura, con molta e cremosissima schiuma. Prodotta con orzo torrefatto e caramello, con leggere note amare, ricorda solitamente il sapore del caffè (meno spesso del cacao amaro e della liquirizia).

T

Trappiste
Le birre trappiste sono tuttora prodotte dai monaci nelle abbazie (situate in Belgio e Olanda). Fortemente aromatiche, ad alta fermentazione e rifermentate in bottiglia, hanno una gradazione che varia dai 6 ai 9 gradi. Il colore può essere oro carico o più scuro, fino all’ambrato. Producono molta schiuma e dovrebbero essere bevute in grandi bicchieri stondati per liberare gli aromi.

Tripel – Triple
Birra belga rifermentata in bottiglia, più alcolica e speziata della Dubbel.

W

Weisse – Weizen
Birre di frumento tedesche, torbide e leggermente asprigne. Molto dissetanti, rinfrescanti e digestive.

Weizen bock
Una weisse con l’acidità e la rotondità della bock.
L’universo della birra artigianale è ampio, ma invitante e persino divertente. Assaggiando i diversi gusti giocherete ad indovinare aromi, ingredienti e origini di ciò che bevete.
Resta solo da domandarsi: dove poter assaggiare tutte queste tipologie di birra?
In tutta Italia troverete dei locali dove poter cominciare il vostro viaggio nel gusto.
Noi, però, vi diamo qualche suggerimento sulle birrerie più fornite di Roma:

Queen Makeda grand pub, 40 birre alla spina, in via di San Saba 11 (Aventino)

Open Baladin, 40 birre alla spina, in via degli Specchi 6 (centro)

Brasserie 4:20, con 18 spine, in via Portuense 82 (Portuense)

Barley Wine, con 12 spine e 80 etichette in bottiglia, in viale dei Consoli 115/117 (Quadraro)

Ma che siete venuti a fa’, con una selezione di birra alla spina di qualita in via Benedetta 25 (Trastevere)

Bir&Fud, con 36 spine, in via Benedetta 23 (Trastevere)

Inofficina, solo birre alla spina, in via Mesula 12 (Pietralata)

Byron, con 12 spine, in via Ostiense 73 (Ostiense)

Luppolo Station, con 20 spine, in via Parini 4 (Trastevere)

Lapsutinna, con birre artigianali alla spina ricercatissime, in via Giordano Bruno 25-27 (Trionfale)

Tree folk’s, che utilizza la pompa tradizionale, in via Capo d’Africa (Celio)

Pork’n’roll, otto spine ruotate periodicamente, in via Carlo Caneva 15 (Portonaccio)

Luppolo 12, 16 spine di cui due a pompa, in via dei Marrucini 12 (San Lorenzo)

Kombeer, 8 spine, in via Alessandria 39 (Porta Pia)

Buskers Pub, 12 spine, in viale Leonardo da Vinci 287/289 (San Paolo)

Le Bon Bock Cafè, aperto dal 1992 e tradizionalmente noto per whiskey e birre, Circonvallazione Gianicolense 249 (Gianicolense)

Birstrò, produttore e rivenditore di birra con impianto da 300 litri a vista, in via Luigi Filippo de Magistris 24-68 (Pigneto)

Bibere Bistrot, numerose birre alla spina a rotazione in via Antonio Pacinotti 83 ( Ostiense)

Sam Beer Shop, 6 spine e oltre 130 etichette in bottiglia, in viale dell’Aeronautica 51 (Eur)

One thought on “Birra artigianale: conoscerla e apprezzarla al di là del trend

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