Tra poco più di due settimane, il 25 ottobre, sarà annunciato l’atteso vincitore del prestigioso premio letterario Man Booker Prize for Fiction. Conosciuto come Booker Prize, esso fu istituito nel 1968 e, ogni anno, viene assegnato da una giuria, al miglior romanzo originale scritto in lingua inglese. Fino al 2013, uno dei requisiti necessari per potervi accedere consisteva nell’essere un cittadino del Commonwealth, dell’Irlanda o dello Zimbawe; da tre anni, invece, alla cittadinanza, è stata sostituita la presentazione di uno scritto in lingua inglese.

La prestigiosità del riconoscimento si spiega con il grande successo internazionale che il vincitore è destinato a raggiungere, insieme ad una conseguente risonanza nel mercato dei libri. Al vincitore spetta anche un premio in denaro che, dal 2002, da quando cioè, l’amministrazione è stata acquisita dalla Booker Prize Foundation, è pari a £50 000.

Il processo di selezione inizia con la creazione di un comitato di esperti (un autore, due editori, un agente letterario, un venditore, un bibliotecario) presieduto da un soggetto nominato dalla fondazione; compito del comitato è quello di nominare la giuria, i cui membri cambiano ad ogni edizione. I cinque giudici per l’edizione del 2016 sono: Amanda Foreman, presidente della giuria stessa, scrittrice ed editorialista per il Wall Street Journal, il Sunday Times e lo Smithsonian Magazine; Jon Day scrittore e professore di letteratura inglese presso il King’s College di Londra; Abdulrazak Gurnah scrittore, insegnante di letteratura all’Università del Kent; David Harsent poeta e professore di Scrittura Creativa all’Università di Roehampton e, infine, l’attrice britannica Olivia Williams.

Il 27 luglio è stata resa nota la cd. longlist, un elenco di 13 autori le cui opere sono state scelte, tra le 155 candidatesi, per la penultima fase della selezione; tra esse, un’ulteriore scrematura, ha portato alla shortlist composta dalle 6 opere finaliste, pubblicata il 13 settembre. Ecco la shortlist dell’edizione 2016:

  1. The Selleout, Paul Beatty (US), Oneworld 
  2. Hot Milk, Deborah Levy (UK), Hamish Hamilton
  3. His Bloody Project, Graeme Macrae Burnet (UK), Contraband
  4. Eileen, Ottessa Moshfegh (US), Jonathan Cape
  5. All That Man Is, David Szalay (Canada-UK), Jonathan Cape 
  6. Do Not Say We Have Nothing, Madeleine Thien (Canada), Granta Books 

La shortlist di quest’anno è molto bilanciata: tre uomini e tre donne, da tre paesi diversi; tre dei libri finalisti hanno un’ambientazione storica, gli altri contemporanea. Lo stesso vale per i protagonisti dei romanzi: Eileen e Hot Milk vedono come personaggio principale una donna; mentre Beatty, Burnet e Szalay hanno scelto un protagonista maschile; Madelaine Thien racconta, invece, la storia di una famiglia. Dunque, non ci potranno essere questioni di genere, e i giudici non avranno che l’imbarazzo della scelta!

Tra i titoli vincitori delle passate edizioni, non si può fare a meno di notare come molti siano stati riadattati per il grande schermo. Tra gli altri, si ricordano:

  1. Shindler’s Ark, titolo originale del romanzo del 1982 dell’australiano Thomas Keneally, conosciuto al grande pubblico come Shindler’S List grazie al film Premio Oscar di Steven Spielberg (1993);
  2. Oscar e Lucinda, di Peter Carey, vincitore nel 1988, riadattato nel 1997 in una pellicola di Gilliam Armstrong;
  3. Possession: A Romance, con cui la scrittrice Antonia Susan Byatt vinse l’edizione del 1990, trasposto poi, nel 2002, da Neil LaBute nel film Possession: Una storia romantica;
  4. Il paziente inglese, romanzo di Michael Ondaatje, premiato nel 1992 da cui Anthony Minghella ha tratto l’omonima film del 1996;
  5. Vita di Pi, romanzo del canadese Yann Martel, vincitore del Booker Prize nel 2002, il cui adattamento cinematografico, risalente al 2012, si deve ad Ang Lee.

Non ci resta che aspettare la proclamazione del vincitore, fissata per il 25 ottobre! Salve the date!

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