Sempre più spesso negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno che ha suscitato fra le file dei cinefili opinioni discordanti: la confusione fra il mondo del cinema e quello delle serie televisive, queste ultime spesso considerate in precedenza poco più che un passatempo per una serata sul divano.

Se una volta per seguire la trama di una serie tv era necessario fissare un “appuntamento” settimanale con il televisore senza perdere nemmeno una puntata, indubbiamente il mondo dello streaming e dei cofanetti in dvd e blu-ray ha cambiato la concezione dei telefilm, rendendo più semplice per ogni spettatore seguire l’evoluzione della storia e approfondire la psiche dei personaggi. Oggi infatti, come molti lettori sapranno, basta un computer, un tablet o uno smartphone per guardare un episodio della nostra serie preferita in qualsiasi momento e ovunque ci troviamo, senza più essere schiavi del palinsesto.

Il mondo dei telefilm ha raggiunto in questo modo un pubblico molto più vasto, coprendo una fascia d’età sempre più larga e favorendo l’espansione di un mercato rimasto per molto tempo in secondo piano rispetto a quello della cinematografia. Di questo fenomeno hanno saputo far tesoro alcuni produttori, che hanno abbandonato il modello tradizionale delle fiction (caratterizzate, con rare eccezioni come la celeberrima “I segreti di Twin Peaks”, da trame di scarso spessore e attori poco conosciuti) per abbracciare una nuova realtà più complessa, ma certamente più redditizia e più coinvolgente per lo spettatore.

Ciò che affascina di più è notare come molte delle serie nate negli ultimi anni abbiano assunto più le sembianze di veri e propri film frammentati in diversi episodi che seguono un preciso filone unitario, corollati da una fotografia suggestiva, trame costruite nei minimi particolari, contenuti profondi, effetti speciali degni di nota, una regia che non ha nulla da invidiare a quella del cinema, colonne sonore che risultano essere veri e propri pezzi d’arte e attori pluripremiati. Diventa impossibile non fare un paragone, per esempio, tra il noto film del 1996 “Fargo” dei fratelli Coen e l’omonima serie televisiva statunitense trasmessa dal 2014 dall’emittente FX, o non notare la presenza di attori del calibro del premio oscar Matthew McConaughey, Colin Farrell, Vince Vaughn, Woody Harrelson e Rachel McAdams nella serie del 2014 “True Detective”. Alcune serie poi non hanno avuto bisogno di volti conosciuti per diventare dei cult: basti pensare alla pluripremiata “Breaking Bad”, trasmessa per la prima volta nel 2008 ed attualmente in prima posizione nel rank delle 100 migliori serie televisive di tutti i tempi (fonte: movieplayer.it).

Non può mancare a questo punto la top 10 delle serie tv che consideriamo qualitativamente imperdibili:

“Breaking Bad” (2008 – 2013, 5 stagioni) – drammatico, thriller

“True Detective” (2014 – in corso, 2 stagioni) – drammatico, crime

“Fargo” (2014 – in corso, 2 stagioni) – drammatico, crime, commedia

“Stranger Things” (2016 – in corso, 1 stagione) – thriller, fantastico, drammatico

“Il trono di spade” (2011 – in corso, 5 stagioni) – fantastico, drammatico, avventura

“Sons of Anarchy” (2008 – 2014, 7 stagioni) – drammatico, crime

“Sherlock” (2010 – in corso, 5 stagioni) – crime, drammatico

“Doctor who” (2005 – in corso, 10 stagioni) – fantascienza, drammatico, avventura, fantastico

“The Walking Dead” (2010 – in corso, 7 stagioni) – drammatico, horror

“American Horror Story” (2011 – in corso, 6 stagioni) – horror, drammatico

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